Tutto cominciò con Anselmo, aveva circa sessant'anni, era in pensione, riceveva una piccola pensione che gli avrebbe permesso di sopravvivere se non fosse stato per il suo amore per le puttane. Ad oggi Ansemo viveva in un giardino clandestino, vicino al fiume, dove aveva piantato quattro piante per puro hobby. affinché la popolazione potesse avvicinarsi alla natura. Anselmo era un bravo ragazzo con cui la vita non lo aveva trattato bene, un contadino il cui sogno era riscuotere la pensione e passare la notte in qualche squallida pensione per farsi la doccia, pulirsi e una volta al mese andare a puttane. Avevo un piccolo chalet a circa 50 km da Barcellona sulla terraferma, in un'urbanizzazione appartata, originariamente ereditata dai miei genitori, e un po' lontano dal piccolo chalet, mio padre aveva costruito e adeguatamente attrezzato una piccola capanna, cucina-sala da pranzo con un paio di stanze che a quel tempo non veniva utilizzata. Pensavo che Ansemo potesse stare bene lì e da parte mia sarei stato più tranquillo durante la settimana perché c'era qualcuno lì per quello che poteva succedere, gliel'ho proposto e lui ha accettato non senza qualche preoccupazione, ci sarebbero delle puttane lì? Me lo chiese e forse se lo chiese in continuazione, nonostante questo, il fine settimana successivo io e mia moglie andammo al campo, tra la baracca e qualche cartone del bancomat non c'era colore. Quando arrivò, la prima cosa che fece Susana, mia moglie, fu mandarlo a fare la doccia. Gli avevamo anche comprato dei vestiti al mercato. Anselmo era estremamente brutto, apparentemente poco apprezzato da Madre Natura. Questo ci è sembrato finché non è uscito dalla doccia, avvolto in un asciugamano, e probabilmente perché il concetto di doccia nella sua mente lo collegava alle puttane, visto che una volta al mese faceva la doccia in qualche pensione e poi andava a scoparsi qualcuno. qualche puttana da quattro soldi di qualunque strada dove lavoravano abitualmente, ma il fatto è che ne uscì completamente duro e la sensazione che dava era che Dio avesse saputo compensare la sua bruttezza con un apparecchio sessuale di notevoli dimensioni. Non importava che fosse coperto con l'asciugamano, il rigonfiamento del suo cazzo eretto era evidente, gli bastava fare un solo passo, abbastanza perché il suo cazzo facesse capolino tra l'asciugamano che cercava di coprirlo impunemente, Susana lo guardò e nonostante fossero entrambi scambisti, morbosi e abituati a frequentare locali liberali e più di un'esperienza abbiamo detto "sorprendente". Mia moglie non poteva fare a meno di guardare il suo cazzo. Anselmo, e credimi, con desiderio. Ad Anselmo bastava fare ancora un passo per raggiungere l'asciugamano, legato così male intorno alla vita che cadde a terra, Susana mi guardò sorridendo mentre si avvicinava fino a cadere, in ginocchio, davanti al suo cazzo eretto, Susana semplicemente aprì la bocca lasciando che il suo cazzo entrasse in lei, succhiandolo, mentre, contemporaneamente, mia moglie lo segava finché Anselmo non gli veniva in bocca. Da allora in poi Anselmo non ebbe più bisogno di cercare altre puttane oltre a mia moglie poiché settimana dopo settimana se la scopava con il suo cazzo, il che credo fosse enorme per compensare quanto fosse brutto Anselmo. Sono trascorsi nove mesi, in particolare, Susana che era rimasta incinta di uno sperma proveniente da un cazzo sconosciuto poiché di solito frequentavamo un club liberale di Barcellona dove mia moglie veniva scopata a pelo fino a sazia, dopo aver dato alla luce una bellissima ragazza, mia moglie e per motivi opzionali che non sono rilevanti, mia moglie non poteva allattare mia figlia. Qualche fine settimana dopo salimmo alla campagna, Anselmo aveva trovato nel bosco, apparentemente abbandonata da gente senza cuore, una cucciolata di cuccioli non ancora svezzati, Anselmo stava distribuendo i cuccioli tra i pochi vicini che vivevano tutto l'anno nell'urbanizzazione con il serio rischio che non sopravvivessero per mancanza di latte materno, gli era rimasto solo un piccolo maschio che, viste le dimensioni delle zampe, era evidente che sarebbe stato un cane premuroso. Entrammo nello chalet, Anselmo portava in braccio il cucciolo, io guardai la sua Susana, lei semplicemente sbottonò la camicetta, poi si tolse il reggiseno che imprigionava le sue enormi tette gonfie e piene di latte materno che l'unico modo per approfittarne era il cucciolotto, che ancora con gli occhi chiusi faticava a succhiare. Anselmo avvicinò il cucciolo al petto nudo di mia moglie, mentre lei premeva sul naso del cucciolo un capezzolo da cui usciva uno spruzzo di latte materno. Il cucciolo ha subito iniziato a succhiare il seno di mia moglie. "Se si abitua al latte di tua moglie, il cucciolo è salvo," disse Anselmo mentre Susana, già completamente nuda, si sdraiava sul divano. Ha lasciato il cucciolo accanto a quelli pieni di latte. il seno di mia moglie. Il cane è stato allattato da mia moglie finché da solo, una volta svezzato, ha cominciato a mangiare normalmente e il latte è stato prelevato dal seno di Susana. Il cane è cresciuto velocemente e lo abbiamo lasciato nel terreno alle cure di Anselmo. Stava diventando sempre più grande ed era difficile averlo in un appartamento a Barcellona. Sulla terra sarebbe più felice. Di razza sconosciuta, sembrava un enorme mastino nonostante non avesse ancora un anno. Il fine settimana successivo siamo andati al campo, forse per l'emozione di rivedere mia moglie, in definitiva sua madre che allattava, o perché per tutto il viaggio, in macchina, ho masturbato Susana, che, senza venire, aveva la figa e le mutandine inzuppate di bava di fica, che all'arrivo il fine olfatto del cane ha subito riconosciuto, annusando con il muso. tra le mie gambe, sotto la gonna corta di mia moglie. Entriamo nel piccolo chalet, tra me e Anselmo abbiamo abbassato leggermente le mutandine bagnate di Susana, il cane picchiava con la sua lingua ruvida sul pube appena rasato, tra spasmi e sbuffi di mia moglie che rimaneva in piedi grazie al fatto che le sue braccia erano appoggiate sulle nostre rispettive spalle, diceva solo che aveva un sapore paradisiaco!!!!. Abbiamo fatto sedere Susana sul divano, ormai senza mutandine, noi, ai suoi fianchi, abbiamo allargato le sue gambe e separato le sue labbra vaginali più che potevamo in modo che la lingua del cane potesse entrare il più possibile nella sua fica. Susana si contorceva di piacere mentre il cane assaggiava, ad ogni leccata, il liquido salato vaginale di mia moglie che prima di noi, non potendo più resistere, tra spasmi e gemiti, entrava nella bocca del cane. Il cane sedeva sulle zampe posteriori, faceva capolino il suo cazzo rosso e rigido, completamente nudo di pelle, con le vene gonfie e bluastre, ci guardava come se volesse una ricompensa per un lavoro ben fatto, ci guardava inclinando con grazia la testa a destra e a sinistra, di tanto in tanto abbaiava, come se chiedesse e io? gusto!!!! Vuoi che il cane ti scopi? Le ho sussurrato all'orecchio e lei ha annuito dicendo, quasi senza forza, un sì appena comprensibile, abbiamo aiutato Susana a girare il suo corpo, sfinita dal piacere, in ginocchio davanti al divano, con le mani che afferravano i nostri cazzi, mentre il cane le girava intorno, annusando di tanto in tanto il culo di mia moglie e la sua figa gocciolante. Alla fine il cane ha provato a montarla, con le zampe anteriori incastrate tra i fianchi di mia moglie e le sue cosce, il cane l'ha inculata senza penetrarla, colpendo più e più volte il suo cazzo rossastro sulle natiche di Susana senza trovare la sua figa. Anselmo, afferrando il cazzo del cane, ha infilato la punta due o tre volte tra le labbra vaginali di Susana, il cane l'ha penetrata con un colpo solo, il cane l'ha scopata, già la scopava con il suo cazzo dentro a mia moglie, Susana sospirava e gemeva di piacere mentre cercava di segarci, tanto che le convulsioni le permettevano i nostri cazzi eretti. Il cane finì per rilasciare una serie ripetuta di schizzi di sperma nella figa di mia moglie mentre io e Anselmo arrivavamo nelle sue mani. Susana cadde abbattuta dal piacere sul divano, abbandonata al piacere mentre il cane finiva di pulire gli ultimi liquidi che colava dalla figa di mia moglie, sbavando dalla sua figa e dal suo stesso sperma, lasciandola subito pulita. Il cane si è avvicinato ai nostri cazzi leccando lo sperma che avevamo espulso pochi secondi prima. Il cane giaceva ansimante davanti al divano mentre Susana si sdraiava sul divano tutta soddisfatta, e io e Anselmo accendevamo una sigaretta mentre prendevamo da bere, e uscivamo in veranda. "Non resta che vedere Susana che succhia il cazzo del cane," commentò Anselmo. -Tutto verrà, amico Anselmo, tutto verrà, risposi.
