Qualche anno fa sono andato a trovare mio figlio a Buenos Aires; Avevo una nuova compagna, una bambina che era (è) una dolcezza, felice, gioviale, volenterosa, simpatica, amichevole, una compagna; Diventammo subito "buoni amici" tra i due, tanto che dopo aver cenato tutti e tre nell'appartamento in cui vivevano, le ore passavano fino a tarda mattinata, quindi avendo programmato un'uscita con loro per il giorno successivo molto presto, ho scelto di accettare l'invito che mi avevano fatto di passare la notte nel loro appartamento.- Non essendo mia intenzione metterli a disagio, non ho accettato che mi dessero il loro letto e ho scelto di dormire sul divano del soggiorno, per cui ho cercato un "quillango" (è una coperta di lana di vigogna, molto calda, con la quale non è necessario usare altra biancheria da letto complementare) che porto sempre con me nel camion, da usare se eventualmente, per qualsiasi motivo, dovessi "passare la notte" nel guardiano notturno (o meglio, all'interno del camion) o in altri posti. condizioni, come avveniva adesso.- Ti ho già detto una volta che è mia abitudine dormire nudo e in questa occasione, vista la fiducia che si è guadagnata tra me e Susy, non mi sono trattenuto dal farlo, anche se opportunamente avvolto nel mio quillango.- Martín, mio figlio, condivideva l'appartamento con Ernesto, il suo amico di sempre, ma ora che ha una relazione e vive con Susy, ho pensato che Ernesto non vivesse più con lui..., mi sbagliavo.- Ecco, poco dopo, essendomi già addormentato e dormendo a faccia in giù, nell'oscurità notturna del luogo (e presumo che scoperto, cioè completamente esposto nudo sul quillango), sento che due mani potenti si aggrappano ai miei fianchi, costringendomi a sedermi sulle ginocchia con il tasto a "banderola" (cioè sollevato sul piano del letto, con il corpo appoggiato sulle ginocchia e sul busto) e subito, una bocca mi posa un bacio glutei, mentre una voce dice: -"Non so chi sei, ma vederti dormire nudo mi ha eccitato e farò l'amore con te come non hanno mai fatto prima." Dalla voce ho riconosciuto che era Ernesto e dalla voce ho capito che era un po' ubriaco; Non ho detto niente, sono rimasta in silenzio e l'ho lasciata fare, un po' troppo, perché quel ragazzino che aveva la stessa età di mio figlio, era davvero un bell'esempio di macho, che da quando l'ho conosciuto, mi aveva provocato mille e una fantasie, ma che non ho mai "fatto avanzare", a causa della sua affinità con mio figlio.- Ma ora la cosa era diversa, era stato lui a "avanzarmi" e volevo supporre che non si fosse realmente accorto di aver scelto, per calmare le sue passioni amorose, la madre del suo migliore amico.- Il fatto è che il ragazzino era estremamente focoso e la prima cosa che fece, avendomi alla sua mercé con la coda in uno stendardo, fu di piantarmi un bacio tremendo sulle natiche, seguito poi da diversi morsi, e poi passò la sua lingua sul mio sesso e sul mio ano.- Era giovane, aveva gli stessi 25 anni di mio figlio, rispetto ai 44 che avevo già compiuto quell'anno.- Quando sentì che cominciavo a bagnarmi, alla voce di: -"Ahhh..., ti sei rivelata una bella puttanella; ti piace farti succhiare, vero?... beh, con me avrai qualcosa da salvare e distribuire, perché non smetterò di farlo finché non me lo chiedi." E detto questo, si è immerso ancora di più nel baciarmi, nel succhiare, nel passarmi la lingua addosso, nel sondarmi il sesso, nel succhiare i succhi che già uscivano da me, nel scavarmi l'ano, nel mordermi ancora, nel succhiarmi ancora la figa, nel perforarmi ancora il culo con la lingua... insomma, nel darmi piacere e orgasmi soddisfacenti, finché non sono stata al culmine dell'eccitazione, e ho chiesto: -"Fottimi..., ora fottimi..., per favore, dammi il tuo cazzo..., ti voglio, fammelo sentire..., uccidimi Ernesto..., uccidimi!!!" LUI: -"Ecco!... Ora che me lo hai chiesto, ti scopo come non sei mai stato scopato prima." E dopo avermi detto questo, si alza dalla sedia dove era inginocchiato dietro di me e dopo essersi messo sul bordo, tenendomi sempre per i fianchi, mi dà una spinta così sonora e precisa che mi costringe a fare un'esclamazione e ad inarcare il corpo all'indietro, per resistere ad un simile attacco..., una volta che si sente dentro di me, comincia a pompare con tale forza che sono stato costretto a cominciare ad esclamare: "ah, ah, ah, ah, ah", dopo ogni attacco il suo cazzo era rivolto verso il mio figa.- Per zittirmi, per paura che mio figlio si svegliasse a causa delle mie esclamazioni e scoprisse cosa mi stava facendo Ernesto, ho cominciato a mordere lo schienale della sedia, mentre con le mani mi afferravo i seni, in modo che smettessero di oscillare, per l'impeto con cui Ernesto attaccava il mio sesso.- Anche se i miei occhi si erano abituati all'oscurità dell'ambiente, Ernesto non era altro che un'ombra appena accennata, in contrasto con la poca luminosità che filtrava dalla finestra della stanza. - Ho pensato che se non potevo vederlo chiaramente, nemmeno lui avrebbe potuto vedere me, più che l'ombra di una sagoma femminile e mi sono abbandonato a godermi il rapporto selvaggio di quel maschio ubriaco. - Sono venuta più volte e l'ho sentito entrare nella mia vagina per tre volte, dopo di che, non ha smesso di pomparmi, ma al contrario, ha ricominciato con più zelo e frenesia.- Dopo la sua terza eiaculazione, senza far uscire il suo pene dal mio sesso, mi sono girata su me stessa e mi sono sdraiata supina sul divano, per ricevere, di fronte a lui, le spinte del cazzo di Ernesto...; Ciò lo eccitò ancora di più, se era possibile, e continuò ad entrare e ad uscire da me con tale forza ed urgenza, che ad un certo punto pensai di essere sul punto di svenire e di sfinirmi completamente, tuttavia mi coprii il viso con una mano, per nascondermi alla sua vista; Gli ho circondato la vita con le gambe e ho cominciato a sostenerlo, indirizzandolo con le gambe affinché potesse mantenere il ritmo frenetico con cui mi scopava; Questa forma di sesso selvaggio era qualcosa di devastante, tanto che in questa nuova posizione tornavo due o tre volte, mentre lo sentivo riversare altre due volte, senza soluzione di continuità.- Era Ernesto, un vero stallone, mi aveva fatto sei scopate molto godute e sembrava che non finisse mai di scoparmi, quando all'improvviso, si stacca bruscamente da me, si siede accanto a me e comincia a respirare con l'agitazione di chi, dopo aver fatto il massimo sforzo fisico possibile, ha urgente bisogno di riprendersi dallo sforzo fatto. - Approfittai del momento per raggiungere con la bocca il suo favoloso pene, che non aveva ancora perso l'erezione, e cominciai a succhiarlo come solo io so fare. farlo, (sorseggia, semplicemente sorseggia, come se fosse una lampadina attraverso la quale sale il liquido che si intende ingerire), finché non sono riuscito a estrarre da quell'uomo, il poco seme che ancora aveva... - Mentre facevo quella Fellatio, mi ha afferrato la testa, premendola contro il suo pene, come per impedirmi di andarmene finché non avessi raggiunto il risultato, e dopo il risultato, si siede di colpo e si allontana verso la sua camera da letto, senza nemmeno voltarsi per vedere chi fosse la femmina. che aveva goduto e fatto godere (reazioni da ubriaco); e lì rimasi, felice di aver soddisfatto, seppure nell'anonimato concesso dall'oscurità del luogo, una delle mie fantasie più ricorrenti.- Poco tempo dopo, dopo la colazione, siamo partiti con mio figlio e la sua ragazza per l'escursione che avevamo programmato. - Siamo tornati di notte e li ho lasciati sulla porta del loro appartamento, senza rientrare con loro. - Sono passati diversi anni da quella notte.- Ernesto ed io ci siamo incontrati molte volte, ma non abbiamo mai ripetuto quello che abbiamo fatto quella volta, quindi oggi è un mistero che mi divora, sapere se ha scoperto che la sua amante occasionale era stata la madre del suo migliore amico..., ma non credo che oserò mai chiederglielo.
